Pubbliche Bugie – Belluno Castion

Le Pubbliche Bugie nascono a Belluno-Castion nel 1995.  In oltre 20 anni di attività, la compagnia teatrale Pubbliche Bugie ha portato nei palcoscenici della provincia moltissimi apprezzati spettacoli.

Le Pubbliche Bugie di Belluno sono una compagnia teatrale amatoriale ma prima ancora un gruppo di amici che utilizza il palcoscenico per divertirsi, per condividere delle emozioni, superando le barriere ideologiche e culturali, e per provare a dare una risposta ai tanti tumulti che attanagliano le coscienze.

In un’epoca dove troppo spesso il contatto umano viene meno, la Compagnia vuol condividere un importante obiettivo: valorizzare in ogni modo l’interazione tra le persone.

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Le nostre produzioni

Bolle – 2018

Nella cronologia di un quarto d’ora e nello stretto giro scale di un condominio, cinque vite si incontrano e cambiano violentemente direzione. Metafora di un mondo dove il caso guida il corso delle cose per ricordarci la fragilità di cui siamo fatti.
Una provocazione per riflettere sul senso di proprietà che l’uomo ostinatamente cerca di ottenere.
Forse siamo proprietari del nulla. E forse da questa consapevolezza nasce la forza per apprezzare la gioia e il dolore che la vita ci offre.”

Di e con Paolo Martinazzo

La cena delle bugie – 2017

Due coppie, un comune amico gay, poco prima della cena. Un unico locale appositamente non molto definito. Questo il necessario per rappresentare un mondo, forse il nostro mondo.
Vivaci discussioni, accuse, feroci reazioni. Identità poco mature a confronto.
Scontri al limite del verbale che allo spettatore arrivano a volte come esilaranti situazioni e altre come spunti di profonda riflessione perché specchio di ciò che ci appartiene.
Regia: Paolo Martinazzo
Con: Igor Burlon, Ivan Caviola, Marco Corazza, Massimiliano Zampieri, Michela Broi, Valentina Rosson, Ivanì Cadore

Transegnico Amleto – 2011

Partiti dal testo di Nicolaj, “Amleto in salsa piccante” che ricrea l’”Amleto” di Shakespeare visto dai cuochi del castello in cui vive, siamo giunti ad una surreale e piccante visione dell’oggi.
Cuochi, sguatteri e camerieri fanno rivivere il testo classico al punto di spostare il dramma in commedia.
La cucina come scena unica in cui i reali incontrano la servitù e da cui parte l’acceso confronto di classe. Da li l’idea del cuoco Froggy di fare uno scherzo al depresso Amleto per convincerlo ad apprezzare la sua cucina. Con l’armatura del padre morto si fingerà lo spettro che gli parla sconvolgendo tutto l’impianto di Shakespeare.

In scena poche cose, un tavolo come altare e una televisione messa al centro come grande protagonista, unica finestra da cui guardare ciò che accade fuori.

Dalla televisione la servitù apprende cosa accade ai reali. I reali si auto riprendono spinti dal narcisismo che li riempie. Si crea così un circolo vizioso che porta tutto all’eccesso e alla degenerazione.

Il tema centrale dell’Amleto si sposta dal “essere o non essere” al “essere o apparire”.